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Il centro interiore come punto di equilibrio nella vita

Equilibrio nella vita
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Il centro interiore come punto di equilibrio nella vita!

“Siate come canne di bambù e non come spighe di grano”

Con queste parole, dalla dubbia origine probabilmente confuciana (no, non buddhista…), si vuole sottolineare l’importanza di stabilizzare il proprio centro interiore in sé stessi; ciò non è naturalmente un invito all’individualismo o all’egocentrismo, bensì un avvertimento circa l’importanza del non divenire dipendenti da ciò che si incontra nella vita, persone, cose, idee o altro che sia. Al contrario, come riconosciuto dagli studi sulla salute interiore, non vi può essere reale connessione sana con gli altri individui se prima non ci si è almeno identificati, ovvero se prima non si è riconosciuto chi si è, le proprie capacità, il proprio posto nel mondo come individuo abile a vivere una vita piena e dignitosa.

Si tratta di una tematica critica in particolare per il mondo femminile: purtroppo la nostra cultura – e più in generale la cultura patriarcale – tende a promuovere un modello psicologico di dipendenza e inabilità nel genere femminile. Un modello spesso interiorizzato e talvolta difeso da molte donne: tali sono i cosiddetti condizionamenti di genere (uomo forte e indipendente, donna debole e bisognosa di aiuto). L’invito qui articolato va nella direzione dell’emancipazione e del riconoscimento del valore di sé e della propria autonomia.

Solo attraverso il riconoscimento e l’accettazione di sé e dei propri bisogni profondi è possibile costruire percorsi di vita sani e duraturi, qualunque sia il contesto, dall’ambito relazionale a quello professionale. A partire da questa centratura ed equilibrio interiori è possibile iniziare un genuino percorso di dono di sé, yogicamente inteso; ovvero un donare scevro da aspettative e dal conseguente potenziale accumulo di incomprensioni, rancori e frustrazioni.

Per viaggiare abbiamo bisogno di sapere dove siamo e dove vogliamo andare

Meditare sul centro del cuore, sulle proprie emozioni e vissuti interiori, diviene così uno strumento potentissimo per iniziare a scoprire e a sanare questa fondamentale dimensione di sé. Analogamente, le pratiche fisiche di asana (posizioni del corpo in cui si connette corpo, respiro e mente concentrata) sono utili per scovare – e talvolta liberare – emozioni e stati d’animo sopiti magari da anni; tensioni annodate, cristallizzate tra i tessuti del corpo che diviene una vera e propria armatura difensiva (dal mondo esterno e da quello proprio interiore), per citare il celebre psicoterapeuta Alexander Lowen. Questo processo di connessione profonda con sé stessi è alla base della successiva pacificazione interiore. Quella vera e duratura che conosce chi segue correttamente i principi fondanti la pratica dello Yoga genuinamente inteso.

Author
Immagine di Angelo Bertuccio
Angelo Bertuccio

Insegnante di Yoga Integrale

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