La disciplina nello Yoga

disciplina

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Disciplina, in che senso?

Nella pratica dello Yoga è richiesta una certa dose di disciplina. Oddio, in che senso? Ebbene, calma e vediamo un pò di che si tratta. Anzitutto, non sarà da intendersi come costrizione fine a sé stessa, dogma autoritaristico da rispettare perché lo dice il maestro di turno o chicchessia. La disciplina di cui si parla nello Yoga ha primariamente la funzione di sviluppare il proprio livello di consapevolezza e conoscenza di sé. A fini della chiarificazione del concetto si pensi alla pratica degli asana, le posizioni dello Yoga: durante l’esecuzione è richiesto di seguire le indicazioni e contenere il più possibile ogni altro movimento, ancor più se “meccanico”, quali ad esempio il sistemarsi i capelli o i vestiti, il grattarsi, lo scuotere il corpo, l’ammiccare seduttivi o fare facce corrucciate ecc.

osservare se stessi

Dal corpo alla mente... per conoscere sé stessi

La ragione di tutto ciò va in prima analisi ricercata nella comprensione della relazione tra il corpo che agisce e la mente che vi è dietro (potremmo anche dire “dentro” abbracciando la più contemporanea prospettiva dell’embodiment – la mente incarnata nell’intero corpo -, tema che sarà approfondito in un prossimo articolo). Il corpo si esprime infatti sulla base dei bisogni profondi processati dalla mente: ogni movimento “libero” o automatico è infatti una forma di espressione di ciò che siamo, di ciò che viviamo interiormente, di come siamo abituati a porci nel mondo. Ovvero delle istanze del proprio “ego”. Nella pratica, si cerca di comprendere questa natura ad un livello profondo. Per conoscersi. Per usare un’altra narrativa, conteniamo le energie del sistema in luogo di dissiparle come si fa abitualmente, così da avere modo di osservarle. Con distacco, senza giudizio, come già sottolineato più volte. In questo senso non vi è nulla di “problematico” in sé: tutte le attitudini sopra descritte non vanno viste come “mali da censurare” e, qualora si manifestassero, pazienza. Nessun problema. L’obiettivo tuttavia è divenirne via via più consapevoli e, naturalmente, direzionarsi verso una maggiore “neutralità” del nostro porci sul tappetino. Una neutralità che un po’ alla volta apprenderemo a portare nella vita quotidiana, quando utile o necessario.

Perciò, ogni volta che subentra una di queste “tensioni” verso l’uscita dalla dimensione in cui si è temporaneamente collocati nella pratica, invece di agire immediatamente sarebbe buona cosa prendere l’abitudine ad interrogarsi sull’esigenza del bisogno che si avverte, contenersi, vedere che succede… indagando in questa maniera il proprio sistema corpo-mente. E laddove si presentino queste tensioni la corretta attitudine (vedi qui) sarà quella di imparare a lasciare andare, abbandonarsi per fluire in quello che si sta facendo… portare la consapevolezza al corpo, ai muscoli, al respiro e alla fine andare oltre la sensazione che perturba, che vuole imporsi. Questo è ciò che prepara il praticante alla meditazione e contemporaneamente, come “benefico effetto collaterale”, ciò che ci prepara al vivere meno reattivamente le nostre vite.

L'identificazione col Soggetto osservante

In una prospettiva più specificatamente yogica, ciò che si fa in tal maniera è l’apprendere a separare il Soggetto osservante dall’Oggetto osservato, cercando l’identificazione con il Soggetto osservante, l’Entità che non ha bisogni da appagare o tensioni da cui liberarsi. Questo, già da sé, con la pratica, diviene potente strumento ai fini del mantenimento della serenità anche nelle situazioni più avverse. E così che lo Yoga entra nel quotidiano a partire dalla disposizione della mente durante la semplice esecuzione – disciplinata! – di una posizione del corpo.

In conclusione, la disciplina nello Yoga ha la funzione di ricondurci verso la libertà: la libertà della consapevolezza di noi stessi, fondamentale per mitigare e gestire i giochi del nostro ego.

Ps nella foto in apertura un particolarissimo asana in cui è richiesto di fare le facce 🙂

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Angelo Bertuccio

Insegnante di Yoga Integrale

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