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Mantenere il cuore aperto: una meditazione

luci accese in galleria
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Le stagioni son fatte per passare

“Le stagioni son fatte per passare” diceva un mio caro maestro; mai frase fu più vera e non vi è giorno in cui manchi di ricordarla. D’altra parte, come abbiamo più volte visto anche nei precedenti approfondimenti, tutto è transitorio, nel “bene” e nel “male”. Durante i periodi luminosi delle nostre vite ogni cosa sembra accadere nella giusta maniera, la nostra mente addirittura “filtra” le esperienze ricordando le cose che le piace ricordare e passa oltre su tutto il resto. Esattamente il contrario avviene quando, per una ragione o per l’altra, le ombre calano sulla nostra anima o stiamo affrontando qualche raffica di vento avverso nelle nostre vite. Questa idea della transitorietà di ogni aspetto dell’esistenza – compresa la nostra esperienza interiore – ci vuole aiutare a sviluppare la capacità di osservare in prospettiva la realtà: divenirne “testimoni”, come si suol dire nel linguaggio dello Yoga. Una prospettiva che può elevarsi a livello metafisico, ma questa parte della storia per ora lasciamola da parte.

Una stagione difficile

Stiamo attraversando l’ennesima stagione sociale e culturale difficile, inutile girarci in torno; ogni due giorni l’annuncio di un nuovo fronte di guerra, massacri e minacce internazionali continue. Il linguaggio mediatico, va da sé, tra propaganda bellicista e bisogno di vendere emozioni forti quali paura ed eccitazione aggressiva per portare consenso intorno allo scellerato leader di turno, fa la sua grossa parte nell’instillare veleni nelle nostre menti… veleni che rischiano di riverberare nelle nostre vite, danneggiandoci interiormente e, di riflesso, nei rapporti con le altre persone. Talvolta senza neppure rendercene conto, magari iniziano a manifestarsi disturbi psicosomatici (tachicardie, disturbi all’apparato digerente, insonnia ecc); il tasso di stress e aggressività collettiva semplicemente inizia a salire, un poco alla volta. Insomma, è un po’ come guidare in una galleria male illuminata: le percezioni cambiano, la velocità sembra più bassa di quella che è in realtà, non si capisce bene da dove provengano i rumori intorno a noi, lo sguardo tende ad autoipnotizzarci nel flusso lungo la buia galleria. Cosa fare quindi? Bisogna accedere i fari, portare luce e rallentare… fino in fondo al tunnel.
Anche a questo ci serve oggi più che mai praticare Yoga e meditare: a far luce lungo la strada, a rimanere in corsia, ad evitare incidenti.

Meditare sullo Spazio del Cuore

In particolare, per uscire dalla metafora, nei periodi come questo è estremamente utile meditare sulla dimensione che chiamiamo Spazio del Cuore, per mantenere aperto e “pulito” questo fondamentale canale delle nostre esistenze. Un canale che, se curato, non solo ci aiuta a vivere meglio la nostra personale esperienza di vita, ma ancor più è alla base del modo con il quale ci relazioniamo con il nostro prossimo e, di riflesso, su come “costruiremo” la nostra realtà quotidiana: con fiducia in luogo di diffidenza, con compassione in luogo di insensibilità o avversione, con volontà di comprensione – che apre alla mediazione e alla possibilità di risolvere i conflitti – in luogo di giudizio e condanna.

Rimanere aperti e lucidi è fondamentale anche per prendere decisioni critiche, a qualunque livello esse debbano essere prese. Non stiamo quindi parlando di vivere nel mondo dei sogni con i fiori e le farfalle, bensì di metterci in condizione di essere efficaci senza perdere la bussola della nostra Umanità – intesa nel senso più nobile del termine. Basti pensare ai danni che troppo spesso si fanno quando si agisce reattivamente sotto l’impulso di forti emozioni, di avidità, delle proprie manie o del proprio ego.

Per restare nell’attualità, citando l’ottimo Lucio Caracciolo di Limes:

“le guerre eccitano gli animi solo di chi non le fa”.

Di seguito vi propongo quindi una bella meditazione sullo Spazio del Cuore dalla tradizione buddhista: la Tonglen (“dare e ricevere”). Si tratta di una meditazione assolutamente da provare e alla portata di tutti. L’invito è a svilupparne i contenuti praticandola con regolarità, magari la sera prima di andare a letto.

Buona spunti e, sopratutto, buona pratica.

Author
Immagine di Angelo Bertuccio
Angelo Bertuccio

Insegnante di Yoga Integrale

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