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Mindfulness in classe – Piante dei piedi

Mindfulness in classe
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Mindfulness in classe: un progetto di grande valore

Mindfulness in classe è un testo di grande valore: tale è, a mio avviso, il progetto presentato nel manuale di cui vi voglio parlare oggi. Da almeno trent’anni, sempre più frequentemente si sente parlare degli importanti benefici della meditazione: potenziamento e preservazione delle funzioni cognitive (attenzione, memoria ecc), regolazione del tono dell’umore, gestione dello stress, regolazione delle emozioni e dei comportamenti reattivi e molto altro. La letteratura in tema è sempre più vasta e credo sia superfluo riprendere in questa sede i riferimenti in letteratura di cui ormai si può leggere pure nei giornaletti del parrucchiere. In particolare la ricerca scientifica si è focalizzata sui protocolli MBP (Mindfulness-Based Programs) a partire da quello storico del suo fondatore Jon Kabat-Zinn, il programma MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction). Ok, parlare di Mindfulness, la cui notorietà è plateale, potrebbe risultare noioso soprattutto per chi segue un percorso spirituale… ma ci tocca come cappello introduttivo all’invece interessantissimo protocollo illustrato nel nostro prezioso manuale.

Cos’è la Mindfulness?

La Mindfulness è un tipo di meditazione moderna che ha le sue radici nella Vipassana buddhista. Il suo codificatore è stato Jon Kabat-Zinn, biologo e professore della School of Medicine dell’Università del Massachussets che, a partire dal 1979, ha sviluppato un protocollo meditativo da utilizzare nei più disparati contesti clinici. A livello definitorio, Mindfulness (“pienezza mentale”) significa focalizzare l’attenzione sul momento presente in modo curioso e non giudicante (Kabat-Zinn, 1994).

Perché la Mindfulness?

La Mindfulness, in virtù della sua natura minimalista e laica, si presta infatti molto bene a divenire “oggetto” di ricerca scientifica e sperimentazione creativa; in buona sostanza, per praticarla non serve dover seguire una particolare religione o credere in ermetici paradigmi metafisici. E’ accettabile da chiunque. In questo senso si rivolge all’individuo che cerca una via minimale per avvicinarsi ai valori della spiritualità così come all’operatore militare o civile ad alto rischio che deve contenere lo stress sul campo (e poi fuori), fino al professionista che vuole ottimizzare le sue prestazioni cognitive e gestire lo stress lavorativo.

PdP (Piante dei Piedi): un nome bizzarro per un programma speciale

Come ci spiegano gli autori, l’idea di sviluppare il PdP nasce dalla volontà di aiutare i bambini e i giovani con disabilità intellettive o disturbi dello spettro autistico a gestire i propri comportamenti aggressivi e problematici senza la necessità di ricorrere al controllo esterno da parte di chi li assiste. In sostanza, fornire autonomia e migliorare la qualità della vita di questi bambini e di chi gli ruota intorno. In seguito il protocollo è stato applicato e validato con successo dai bambini di tre (!) anni fino agli adulti affetti da Alzheimer ai primi stadi e da persone adulte con o senza disabilità. Capiamo quindi di trovarci di fronte uno strumento dall’eccezionale versatilità e applicabilità ai più svariati contesti clinici e, ancor più, comunitari e didattici.

Struttura del manuale

Di seguito l’indice del manuale e un estratto del capitolo 1, per farvi un’idea (cliccare sulle immagini per ingrandirle). I vari capitoli sono corredati da un’ampia bibliografia di riferimento. Il manuale è strutturato in maniera estremamente intelligente e orientata a fornire tutte – ma proprio tutte – le risposte a chi decide di seguire e insegnare il metodo: premesse, spiegazione del semplice ma raffinatissimo protocollo, programmi e tempistiche di sviluppo dettagliate, le condizioni per praticarlo e insegnarlo, le domande che chi lo insegna potrebbe farsi e i problemi che chi lo pratica potrebbe trovarsi ad affrontare. Insomma, un manuale completissimo, di facile consultazione, “modulare” e pronto all’uso.

A chi è indirizzato

Il manuale è primariamente indirizzato – e da me davvero raccomandato – a insegnanti, pedagogisti, psicologi dell’infanzia (che ancora non conoscessero lo strumento) o altre figure professionali specializzate nell’assistenza e supporto di persone problematiche, anche in terza età. Suggerisco inoltre il manuale a chi volesse, magari insegnando Yoga o meditazione negli uffici, introdurre un metodo semplice, pratico e di riconosciuta efficacia per migliorare la gestione delle tensioni – e quindi anche delle relazioni – in questi particolari contesti sociali. E’ di rapida lettura e apprendimento, non è “pesante”, è interessantissimo. Suggerisco di farci un pensiero e magari condividere con i professionisti sopraindicati.

Non è una recensione sponsorizzata.

Il manuale può essere acquistato in forma cartacea o ebook nel link sotto riportato del catalogo della casa editrice Edra, ricchissimo di pubblicazioni di alta qualità:

Mindfulness in classe

Buoni spunti e, soprattutto, buona pratica!

Author
Immagine di Angelo Bertuccio
Angelo Bertuccio

Insegnante di Yoga Integrale

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