Premessa
In questo articolo vorrei condividere un’esperienza personale relativa a un servizio di cui ho fruito un po’ di tempo fa. Ci tengo a precisare che il mio intento è puramente quello della condivisione e non sussiste alcun interesse commerciale nel promuovere la piattaforma di cui parlerò. Credo semplicemente che la conoscenza di cui vi parlerò meriti di essere diffusa.
Tale servizio mi fu regalato anni addietro, un dono che in seguito è stato esteso ad un circolo più ampio di conoscenti e familiari.
Cos'è My Heritage
In termini strettamente scientifici, My Heritage propone un’analisi del DNA autosomico – non solo mitocondriale – che funge da vera e propria mappa biologica. Questo esame non si limita a identificare gli aplotipi materni (DNA mitocondriale) o paterni (cromosoma Y), ma scompone l’intero genotipo dell’individuo. Il genotipo, come insieme ereditario dei nostri geni, viene così messo in relazione con database di popolazione globali, permettendo di tracciare le aree geografiche d’origine dei propri marcatori genetici e, laddove presenti, di segnalare potenziali affinità parentali sparse su scala planetaria. A questo proposito la piattaforme offre una miriade di servizi aggiuntivi per gli interessati.
La procedura è semplicissima: un kit per il prelievo di un campione di saliva viene recapitato al proprio domicilio, si seguono le elementari istruzioni e lo si rispedisce ai laboratori designati (no, non servono siringhe!). Il costo è di poche decine di euro. Per coloro la cui suscettibilità verso la privacy supera la curiosità, ogni garanzia legale di livello europeo apparirà superflua. In tal caso: amen. Ma l’invito resta quello di proseguire la lettura per farsi un’idea di questa possibilità di conoscenza di sé e della realtà del mondo in cui viviamo.
Io sono in quanto tu sei (diverso da me)
È da tempo che penso di parlarne, in particolare ogni volta che assisto a certi indecenti sproloqui pubblici dove si urla puntando il dito e inneggiando a categorie razziali, etniche o di presunta “purezza” culturale. Cosicché, questo periodo storico dominato dai conflitti sociali mi è parso il momento opportuno per raccontarvi di questo servizio.
Avendo già avuto modo di approfondire il monumentale lavoro di Luigi Luca Cavalli Sforza – pioniere della genetica delle popolazioni e autore di opere fondamentali come “Geni, popoli e lingue” – l’esito del test non mi ha colto del tutto di sorpresa… eppure mi ha fatto sentire personalmente, intimamente, connesso a qualcosa di molto più vasto del territorio e della cultura in cui sono nato o da cui provengono le poche generazioni di cui sono a conoscenza. Sì certo, noi gente dello Yoga siamo convinti di essere già vissuti altrove, déjà vu a go-go durante i nostri viaggi in oriente… tutto molto bello, d’accordo. Ma sapere per certo che i tuoi antenati hanno vissuto sotto il cielo notturno di un deserto lontano mentre altri – sempre tuoi parenti! – avevano magari una capanna tra i boschi del più freddo Nord Europa e altri ancora hanno vissuto in una bellissima isola dal mare cristallino… affascinante.
Mi ha lasciato un segno.
L'evidenza del melting pot genetico
Quali sono stati i risultati quindi? Spoiler: siamo tutti, indistintamente, un melting pot. Come accennavo, i risultati sono stati fonte di speculazioni culturali, psicologiche e persino metafisiche. Per sommi capi (un po’ di privacy gente! 🙂 ) il mio patrimonio genetico si estende dalle fredde terre baltiche e scandinave fino all’Africa Subsahariana, passando per i crocevia millenari del Vicino Oriente.
I risultati vengono elaborati in mappe areali e percentuali piuttosto precise che definiscono i “pool genetici” specifici – l’insieme dinamico di tutti gli alleli dei geni di una popolazione in un dato momento. Ho avuto modo di visionare i dati di diverse persone, e ogni singolo risultato esprimeva questo meraviglioso, inequivocabile calderone umano, senza eccezioni.
L’identità non si sviluppa lungo una linea retta, ma lungo un groviglio di rotte migratorie.
Alcune considerazioni
Alla luce di tali evidenze, una certa entusiasta parte di me sarebbe tentata di affermare che questo test dovrebbe essere reso obbligatorio in ogni percorso educativo. Tuttavia, subentra immediatamente il pensiero di come la nostra mente, per istinto atavico o bieca convenienza che sia, probabilmente riuscirebbe a forgiare nuove categorie e divisioni persino di fronte alla più lampante dimostrazione scientifica di comunanza tra i popoli. Almeno i quattro punti cardinali del globo non me li vuoi mettere in conflitto? Amari scherzi a parte, resto dell’idea che condividere questo tipo di conoscenza – non a caso nella proposta della piattaforma declinata come finalizzata a scovare i propri parenti in giro per il mondo, decisamente meno pernicioso che proporre una sorta di “carta di identità” genetica… sebbene questa alla fine riveli che di fatto tutti abbiamo quasi tutti i passaporti del mondo già in tasca.
Ah, per coloro che ragionevolmente potrebbero preoccuparsi per quelle che potremmo definire “categorie a rischio” di stigma, sappiate che i relativi pool genetici sono diffusi in una porzione schiacciante delle varie popolazioni. La quasi totalità di noi – se non la totalità – ha un antenato ebreo o armeno o… scegliete voi. Si può dire che siamo un’insalatona. E soprattutto: nessuno è “speciale”.
Chissà cosa avrebbero rivelato i test di molti potenti del passato e del presente? Certo, “con i se non si fa la storia” già scritta. Ma per la storia che stiamo scrivendo, perché questa clamorosa verità non è di dominio pubblico? La domanda è purtroppo, e forse inevitabilmente, retorica. Diffondere realmente questa consapevolezza disinnescherebbe una quantità enorme di argomenti “di pancia” utilizzati per orientare gli umori collettivi, culturali e sociali. Tale è appunto, nel nostro piccolo, l’ottimistico auspicio col quale vi propongo questo spunto.
QUI il link dove potete ordinare il vostro kit per iniziare il viaggio alla scoperta del vostro retaggio ancestrale. Sottolineo che non ho assolutamente alcun conflitto di interesse a parlarvi di questo servizio.
Buoni spunti.







