Yoga in ufficio – Parte 3

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Yoga in ufficio: praticare... alla scrivania!

Se c’è un concetto che ormai dovrebbe essere chiaro ad aver seguito il percorso di approfondimento fin qui proposto, è che praticare Yoga è molto più che eseguire una serie di movimenti con una certa forma: in senso estensivo può essere descritto come un modo di fare le cose, armonizzando azione corporea, respirazione e mente focalizzata. Un esercizio di consapevolezza. In questa prospettiva qualsiasi cosa facciamo può divenire esercizio Yoga. Anche se di fronte a sé si ha una scrivania.

Yoga in ufficio: pulire e riposare la mente

Pulire e riposare la mente è il primo “benefico effetto collaterale” ottenuto dalla pratica degli esercizi proposti, quando eseguiti secondo il metodo dello Yoga; ovvero non come dei semplici allungamenti o scioglimenti che qualsiasi altra disciplina per il corpo potrebbe indicarci. Sarà richiesto insomma un metodo specifico. Come abbiamo visto fino ad ora in tutti gli articoli precedenti (vedi qui e qui tanto per iniziare), per “fare Yoga” abbiamo bisogno di seguire una ricetta che ha come elemento fondante il principio sopra esposto di armonizzazione – leggi coordinazione – di movimento, respirazione e attenzione. Tale è la chiave per calmare il sistema nervoso e “pulire” e riposare la mente.

Yoga in ufficio: meditare col corpo

I movimenti proposti dovranno quindi essere eseguiti seguendo le precise istruzioni dei video, nei quali sarà spiegato come rendere dei semplici movimenti del corpo vero e proprio Yoga. Con tutti i benefici del caso. Ricordo quanto, agli esordi, un mio caro maestro era solito riprendermi osservando la superficialità con la quale eseguivo i Pawanmuktasana (gli scioglimenti dello Yoga, letteralmente: “asana che liberano il prana”) più semplici, ansioso come molti giovani all’inizio di sviluppare le forme e le tecniche più complesse. Col tempo ho appreso ad amare questa modalità di “meditare col corpo”, scoprendo la forza dei suoi effetti anche in sequenze dedicate che, se viste da fuori, potrebbero superficialmente sembrare forme di Yoga per persone pigre o con problemi fisici. Tutt’altro. Ma lo Yoga dovrebbe essere appunto anche questo: sostanza, non apparenza.

Yoga in ufficio: coltivare l’attitudine del testimone

Una delle problematiche più comuni nel mondo lavorativo è sicuramente quella relativa allo stress indotto dalle relazioni umane. Non sempre infatti si ha la fortuna di lavorare in ambienti socialmente armonici; competitività, mobbing, aggressività ecc sono comuni negli ambienti di lavoro, a prescindere dal settore. D’altra parte, a differenza dei gruppi amicali, si tratta di contesti che non siamo noi a scegliere, ma in cui ci si trova più o meno forzatamente collocati. Banalmente: possiamo scegliere il lavoro che faremo tutta la vita… ma non con chi ci troveremo ad esercitarlo. In questo senso coltivare degli “anticorpi” – ovvero una più efficace attitudine – sarà sicuramente uno strumento prezioso per non finire soverchiati da questa particolare e pervasiva forma di stress. In tal senso il dono più importante dello Yoga riguarda la possibilità di coltivare la cosiddetta “attitudine del testimone”, ovvero esercitare la capacità di essere testimoni distaccati di ciò che viviamo.

Gestire le avversità

Attenzione! Non ci si sta qui riferendo ad una sorta di passiva (disfunzionale e diversamente realizzabile) “dissociazione” dagli accadimenti che magari ci vedono vittime di qualcuno, dal capo ufficio al collega di turno. Tutt’altro. Come articolato più volte, apprendere a stare calmi, respirare, agire in luogo di re-agire, saranno strumenti eccezionali per gestire nella maniera più proficua le avversità del quotidiano. La sopra citata attitudine del testimone, in questa cornice, può essere intesa – per chiunque – come una direzione funzionale verso cui orientare la propria mente attraverso il metodo dello Yoga… più che un’inazione finalizzata ad un approdo metafisico.

Apprendere a gestire il proprio mondo interiore

Si pensi al vantaggio di apprendere a gestire meglio le proprie emozioni e la propria impulsività – o passività: si vuole evitare di accumulare rabbia col rischio di esplodere reattivamente o finire depressi? Si coltivi ad esempio l’assertività. La quale richiede misura, pazienza, calma… tutte qualità che la pratica dello Yoga accresce esponenzialmente. Lo stesso per quanto riguarda la gestione delle tendenze velenifere della mente, come il rimuginio. Tutte tematiche per le quali la “mente yogica” offre potenti antidoti.

E da dove cominciare a coltivare quest’attitudine del testimone distaccato? Proprio dall’esercizio della consapevolezza focalizzata mentre si eseguono i movimenti e si respira. Questo farà la differenza.

Dovrebbe quindi essere ancora più chiaro come mai sia così importante una pratica anche a piccole dosi ma frequente… perché solo con la regolarità e la frequenza si creano nuovi condizionamenti positivi in grado di sovrascrivere abitudini e attitudini acquisite. Un po’ come per la psicoterapia: i risultati arrivano seguendo un percorso fatto di regolari sedute, non certo andando dal terapeuta una volta ogni tanto. In tal caso sarebbero solo tempo e denaro buttati. Prendersi un impegno – di nuovo, anche fatto di piccole o piccolissime dosi frequenti e regolari – è fondamentale. Non ci vuole molto… basta iniziare!

Yoga in ufficio: impostare la pratica

Di seguito una lista di cose da fare per impostare correttamente la propria pratica di Yoga in ufficio, anche in questa forma basilare:

  • Se si ha la cintura (e se possibile dato il contesto), allentarla per favorire la respirazione.
  • Raddrizzare la schiena aprendo il petto e allineando il capo, ovvero rivolgendo il mento verso la gola così da distendere le vertebre cervicali.
  • Se possibile praticare ad occhi chiusi.
  • Fare attenzione a mantenere i muscoli del viso rilassati.
  • Tenere ben a mente un principio fondamentale: rallentare i movimenti e il respiro. Rallentando i movimenti anche il respiro tenderà a rallentare e viceversa.

Yoga in ufficio: breve sequenza base alla scrivania

Vediamo di seguito una sequenza minimale veramente alla portata di chiunque. Sei un atleta pronto ad eseguire posizioni acrobatiche? Perfetto, questi esercizi ti faranno comunque bene, come esercizio meditativo nel senso fin qui articolato, oltre che ad aiutarti a proteggere il corpo dai molti problemi in cui anche gli atleti incorrono: ad esempio il collo andrebbe sciolto tutti i giorni! Se lo facciamo alla maniera dello Yoga, meglio ancora. Sei una persona sedentaria e sovrappeso? Altrettanto, sono esercizi perfetti per iniziare una routine, comprendere i principi fondamentali della pratica dello Yoga e, magari un giorno, applicarli a forme più complesse. Si ricorda una volta di più il principio fondamentale già esposto nei precedenti approfondimenti:

Meglio poco ma il più frequentemente possibile che tanto… ogni tanto.

Sciogliere il collo

Sciogliere le spalle e il torace

Sciogliere i polsi

Sciogliere i gomiti

Sciogliere la schiena 1

Sciogliere la schiena 2

Sciogliere il bacino e le gambe

Nel prossimo e ultimo articolo della serie vedremo una breve sequenza esemplificativa di asana che possono essere praticati in ambienti lavorativi, approfittando della presenza di scrivanie, sedie e muri.

Non ti resta che provare.

Ti interessa l’idea di sviluppare un progetto di Yoga in ufficio, in presenza o online? Scrivimi pure sulla email del sito!

info@yogaperlamente.com

Author
Angelo Bertuccio
Angelo Bertuccio

Insegnante di Yoga Integrale

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