Yoga Nidra: lo Yoga del sonno – Parte 1

Dead Body Pose or Corps Pose at sunrise

Tabella dei Contenuti

Introduzione allo Yoga Nidra, lo Yoga del sonno

Lo Yoga Nidra, letteralmente “Yoga del sonno”, è stato sviluppato da Paramahansa Satyananda Saraswati. Si tratta di una pratica guidata, per cui è necessaria la presenza di una guida o in alternativa di un supporto audio. Lo Yoga Nidra si dispiega attraverso una serie di stadi definiti delineati da protocolli standard. Ormai si sente spesso parlare di “Yoga Nidra shamanici” e similari, ma si tratta di discutibili adattamenti posticci non originali.

Al praticante viene richiesto di distendersi in Shavasana (sdraiati  sulla schiena, presto il link video) e seguire con la mente rilassata le istruzioni della voce guida. Non è richiesto alcuno sforzo o concentrazione, bensì il mantenimento di una quanto più possibile vigile consapevolezza; sarà l’incedere della pratica stessa a determinare l’evolversi dell’esperienza durante l’ascolto del protocollo. La stabilità durante la pratica si svilupperà con l’esercizio; lo Yoga Nidra è una vera e propria sadhana, ovvero una pratica che idealmente sarebbe da seguire con costanza per un certo tempo al fine di ottenere il massimo dei suoi benefici.

Gli unici modi per interrompere la pratica dello Yoga Nidra sono:

  • Aprire gli occhi
  • Muoversi
  • Addormentarsi (comune e normale, si supera con l’esperienza e l’abilità di stabilizzare la mente durante la pratica)

 

Durante lo Yoga Nidra è quindi fondamentale mantenere l’immobilità assoluta. Questa sarà garantita da adeguate condizioni preparatorie, tra cui si ricorda:

  • Scegliere un ambiente tranquillo e silenzioso, vestiti confortevoli.
  • Liberarsi di gioielli, orologi, occhiali.
  • Predisporre una base comoda per sdraiarsi in Shavasana (tappetino morbido, piccolo supporto per la testa e dietro le ginocchia se ritenuto utile – vedi video su Shavasana di prossima pubblicazione).
  • Una coperta per coprirsi, dato che durante il rilassamento scende la pressione sanguigna e con essa la temperatura corporea.

 

Queste attenzioni valgono idealmente per tutte le forme di rilassamento.

Conosci la tua mente

Come gestire la propria mente durante la pratica dello Yoga Nidra? Se la mente inizia a vagare non farsi problemi: semplicemente riportarla con gentilezza alla voce della guida. Durante la pratica dello Yoga Nidra è un po’ come se illuminassimo un fondale marino di notte: si vedranno i moti delle sue profondità, così come per la mente che apparirà nel suo incessante manifestare pensieri, immagini, echi di memorie, tracce di suggestioni, geometrie senza apparente senso, emozioni ecc.

Bisognerà quindi mantenere “l’atteggiamento del testimone”: come detto, durante la pratica potranno emergere immagini, pensieri e stati emotivi di tutti i tipi… in tal caso basterà lasciarli fluire, liberarli. Se dovesse venire da piangere, si pianga; se dovesse venire da ridere, si rida. Non sopprimere alcunché, bensì cercare di rimanere sintonizzati sulla voce guida, evitando di perdersi nei propri pensieri o emozioni eventualmente suscitati dalla pratica; qualora dovesse accadere – e all’inizio è normale – basterà tornare alla voce guida non appena si diviene consapevoli del fatto.

E ancora e ancora. 99 volte la mente si assenta, 100 la si riporta alla voce guida.

Alcuni protocolli avanzati possono avere effetti interiori piuttosto intensi; questi protocolli non andrebbero seguiti immediatamente prima di andare a dormire, potendo ingenerare una condizione temporanea di insonnia; lo Yoga Nidra infatti aiuta a recuperare le ore di sonno eventualmente perse. Per la pratica serale è quindi utile concedersi un breve periodo (una o due ore) di distrazione prima di coricarsi. Per favorire l’induzione del sonno è invece in genere sufficiente seguire una semplice rotazione della consapevolezza corporea appena coricati, come quella dei protocolli base.

Benefici ottenibili dalla pratica dello Yoga Nidra

  • Rallentamento del metabolismo.
  • Abbassamento della pressione.
  • Riduzione livello dell’acido lattico (es. dopo intenso lavoro muscolare).
  • Profondo rilassamento psico-fisico (applicato ai disturbi d’ansia e alle condizioni di stress
  • patologico).
  • Rieducazione e riacutizzazione della sensibilità propriocettiva.
  • Mente lucida e sgombra da pensieri, diminuzione della tendenza al rimurginio patologico.
  • Aiuto nella liberazione emozioni represse, liberazione blocchi e fobie (con un utilizzo esteso
  • di protocolli studiati ad hoc).
  • Facilitazione dei processi di apprendimento, cognitivo e motorio.
  • Riordino del ritmo sonno-veglia.
  • Favorisce il recupero del sonno perso.
  • Diminuisce il numero di ore di sonno necessarie a garantire un adeguato funzionamento psico-fisico.
SanKalpa Yoga Nidra
Il Sankalpa - Yoga Nidra

Il Sankalpa

Il sankalpa (“proponimento”, “risoluzione”) è forse il più prezioso strumento dello Yoga Nidra, della cui pratica è parte integrante. Consiste nella formalizzazione mentale di un atto di volontà, attraverso la definizione di una breve frase che verrà pronunciata più volte all’inizio e alla fine della pratica dello Yoga Nidra (e in seguito, idealmente, in tutti i momenti in cui si medita o ci si dispone al rilassamento profondo). In queste condizioni l’idea troverà terreno fertile per attecchire, in un modo per certi versi assimilabile a quello della suggestione ipnotica. In questa maniera la giusta frase diviene in grado di attivare – ad un livello preconscio o inconscio – disposizioni e comportamenti finalizzati al raggiungimento del proprio obiettivo.

  • Tale obiettivo sarà da definire nel giusto tempo, senza fretta, meditandovi sopra accuratamente.
  • Una volta formulato non va più cambiato fino alla sua realizzazione, dopo la quale bisognerà individuarne uno nuovo.
  • Dovrebbe riguardare aspetti importanti della propria vita.

Caratteristiche del Sankalpa

  • E’ segreto. Nessuno a parte chi lo formula ne deve venire a conoscenza (solo “pensiero magico”? Anche nella formulazione dei protocolli clinici di ipnoterapia si trovano simili indicazioni…).
  • Sentire che si realizzerà sicuramente.
  • Consiste in una breve frase affermativa (“smetto di fumare” e non “non voglio più fumare”).
  • Non deve essere frutto di eccessive intellettualizzazioni, soprattutto nella formulazione che dovrà essere il più precisa possibile.
  • Una volta formulato non va più cambiato fino alla sua realizzazione. Dopodiché se ne individua un altro.
  • Va affermato con convinzione, sentendolo interiormente, deve venire dal profondo. Si può anche visualizzare la frase scritta mentre la si pronuncia “ad alta voce” mentalmente.
  • Più si pratica più diventa potente. E viceversa.

Ora non avete che da iniziare a definire il vostro primo Sankalpa!

Qui puoi trovare gli Approfondimenti bibliografici

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Angelo Bertuccio

Insegnante di Yoga Integrale

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