Un manuale unico
Con questa recensione voglio presentarvi un manuale – e saggio – veramente unico e interessantissimo. La cosa che più mi ha colpito è la capacità di sintesi sincretica dell’autore, Tias Little, noto insegnante di Yoga per lo più classico in Nord America. L’autore, attraverso paragrafi piuttosto sintetici nella lunghezza ma densissimi di contenuti, riesce a mettere in parallelo attraverso la sua “intuizione analogica” le nozioni proprie dello Yoga (fisiologia sottile, forma, principi base di pratica e filosofia) con conoscenze che vanno dalla medicina cinese fino al balletto classico. Nelle sue precise descrizioni racconta le “leggi” che governano la relazione tra corpo, mente, energia, esperienza fisica ed interiore, salute e malattia… il tutto partendo magari dalla descrizione minuziosa della struttura, dell’evoluzione e della funzione biomotoria di un segmento articolare o di un organo. Questi sono proprio i temi che mi ha sempre interessato approfondire e che continuo tutt’oggi a studiare. Oltre i confini e le “narrative” delle singole discipline che prende a riferimento e che chiaramente l’autore conosce altrettanto bene. Proviamo a vedere quindi com’è organizzato il manuale attraverso la presentazione dell’indice.
Indice
Di seguito l’indice nel quale è possibile vedere l’interessantissima selezione e organizzazione dei temi proposti (cliccare sulle immagini per ingrandirle). Il libro è naturalmente corredato da un’ampia bibliografia da cui attingere per approfondire i singoli argomenti o verificare le affermazioni.
A chi è rivolto
Il manuale è assolutamente rivolto a tutti; leggendolo mi sono chiesto come mai sia stata scelta una veste grafica così “leggera” (bella la copertina rigida della mia edizione), quasi da libro per l’infanzia, quando in realtà si tratta di un raffinatissimo manuale ricco di contenuti di alto livello. Il testo è corredato da numerose tavole anatomiche per rendere più chiari i riferimenti biomeccanici o bioenergetici. Purtroppo mancano le illustrazioni dei vari asana citati nel testo; non è certamente difficile “gogolarne” in rete il nome per vederle, ma sarebbe stato sicuramente utile per chi ancora non è esperto di nomi sanscriti. Va detto che – come sempre – la pratica delle dettagliate informazioni e istruzioni del manuale non può prescindere dal seguire un corso con un insegnante qualificato. Si tratta comunque di un manuale consigliato a chiunque voglia conoscere o approfondire cosa vi è dietro l’inflazionatissimo concetto di “disciplina olistica” applicato allo Yoga, in un’ampia, raffinata e colta cornice comparativa. Utilissimo per gli insegnanti che vogliono arricchire il proprio sapere anche per proporre nuovi spunti e suggestioni ai propri allievi – suggestioni piuttosto solidamente fondate, almeno nei parametri della categoria di riferimento: lo Yoga e le discipline psico-corporee non sono e non potranno mai essere “scienze esatte”. Per i praticanti più in generale si tratta di uno strumento eccezionale, dal linguaggio accessibilissimo e comprensibile, per aiutarsi comprendere e dar senso a cosa si fa e alle proprie esperienze sul tappetino… e non solo.
Buoni spunti e buona lettura.
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